La leggenda della BELLA DI NOTTE

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Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.

Girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.

La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le stelle? “ chiese. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere  la Luna. Tante notti si era persa nella bellezza di quel cerchio luminoso in cielo.

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“Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle stelle!  Io sono Lucciolo, principe delle lucciole!”
“Perché piangi piccolo principe?”
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per  prati e  giardini,  ma  non troverà nessuna corolla dischiusa ad attenderci.”
“E qual è il problema? Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti di tutti gli esseri viventi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lucciolo. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola custodisce nel profondo del cuore da quando nasce.”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire da casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda, poterci posare sui suoi petali e godere del suo profumo!” esclamò Lucciolo.

“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna, e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo volò via.

La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a quel principe triste.

Le notti passavano e quel lamento saliva in cielo come una preghiera.

Sirio, una delle stelle, andò dalla Luna e le disse: “Mamma ascolta!” e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?” chiese la Luna.

“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lucciolo per la prima volta.

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Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”

La risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”

La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lucciolo.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.

“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”

Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.

Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lucciolo colpirono al cuore la Luna.
“Lucciolo la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma  andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda!”

La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lucciolo.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.

Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.

“Ecco Lucciolo! Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te, che nella lingua delle lucciole significa, colui che rende bella la notte!” Lucciolo pianse di gioia e disse: “Grazie, o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”

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E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.

Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lucciolo.

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Scritta da Monica Eleonora Lapenta degli amici del forum di pinu.it

One Reply to “La leggenda della BELLA DI NOTTE”

  1. Maria Rosaria Petrone ha detto:

    È una bellissima favola…e io adoro questo fiore dal profumo soave, grazie.

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