I giorni della merla

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Amo molto le leggende, perché rimandano a quel sapere popolare che ha alimentato le nostre radici ed ha incantato la nostra infanzia. Nelle fredde serate d’inverno, la famiglia si ritrovava attorno al focolare ed i grandi intrattenevano i piccoli con racconti straordinari che affascinavano e conciliavano il sonno.

Poi è arrivata la TV ed è calato il silenzio.

Questa leggenda riguarda i  “giorni della merla” e cioè gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31)

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Si narra che tanto, tanto tempo fa, quando i merli erano bianchi, una famigliola viveva su una quercia di una villa soffrendo a ogni inverno un freddo tremendo, nonostante mamma merla supplicasse messer Gennaio di essere più mite. Ma il sadico, contento di vederli soffrire, rispondeva monotonamente che quello era il suo mestiere.

Un anno la merla cambiò tattica: se ne stette nascosta con tutta la famiglia in modo che Gennaio, non vedendola, si scordasse di tormentarla.

Alla fine del mese, che allora era il più breve dell’anno con soli ventotto giorni, la merla uscì fuori al sole e non riuscì a nascondere la soddisfazione di aver gabbato messer Gennaio deridendolo. Ma non aveva fatto i conti con quell’essere vendicativo che chiese tre giorni a Febbraio e li trasformò in una ghiacciaia facendo scendere la temperatura a diversi gradi sotto zero. La neve e il gelo colpirono la famigliola dei merli che rischiarono di congelare.

Quando mamma merla vide uscire del fumo da un camino della villa decise di rifugiarsi su quel tepore insieme con i figli; ma il fumo impregnò talmente le loro penne che la famigliola con i discendenti diventò per sempre nera come la pece e quel periodo fu ribattezzato «i giorni della merla».

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Da “LUNARIO”, Di Alfredo Cattabiani – Mondadori

Foto: ORSOMARSO   –  Nevicata

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