Tolstoj: L’AIRONE, I PESCI E IL GAMBERO

 

Un airone ‘ viveva presso uno stagno. Diventava vecchio e non aveva più la forza per pigliare i pesci. Escogitò un’astuzia che gli permettesse di restare in vita. Disse ai pesci:

— Voi ignorate, poveri pesci, la sventura che vi si prepara; ho udito dire che certi uomini vogliono vuotare lo stagno e pigliare tutti voi. Io conosco laggiù, dietro queste alture, un grazioso piccolo stagno. Sarei ben disposto ad aiutarvi, ma sono vecchio e duro fatica a volare.

I pesci supplicarono l’airone di aiutarli.

L’airone disse:

— Ebbene acconsento. Per voi posso fare qualche sforzo. Vi porterò laggiù, ma non tutti in una volta: l’uno dopo l’altro.

I pesci si rallegrarono e tutti gridarono:

— Trasporta me! Trasporta me!

L’airone comincia il trasporto: prende un pesce, lo depone nel campo e lo mangia. Mangiò così molti pesci.

Un vecchio gambero, quando vide cominciare il trasporto dei pesci (questo gambero abitava presso lo stagno), sospettò il trucco dell’airone e gli disse:

— A me, ora: portami nella mia nuova dimora.

L’airone lo prese, spiccò il volo, lo portò sopra il campo e volle gettarvelo. Ma il gambero, avendo visto alla superficie del campo i resti dei pesci uccisi, strinse il collo dell’airone nelle sue tenaglie e lo strangolò; poi tornò allo stagno e raccontò ai pesci quello che era successo.

 

LEONE TOLSTOJ

Da: “I quattro libri di lettura” – Liguori Editore

Foto: RETE

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