GRAFFITI POMPEIANI – Storie di innamorati sconosciuti

 

“Amore detta a me che scrivo, che io muoia se voglio diventare un dio senza di te,” scrive un anonimo innamorato su un muro di Pompei.

Un altro, di nome Secondo, supplica la sua amata di concedergli il proprio cuore: “Secondo alla sua Prima, ti saluto, ovunque tu sia. Ti prego, signora, amami”.

Altri si abbandonano a considerazioni poetico-filosofiche: “Gli amanti, come le api, succhiano la vita dolce come il miele”.

Cosa sulla quale c’è chi manifesta dei dubbi: “Magari! “ si legge infatti poco più sotto. In effetti, purtroppo non tutti gli amori sono felici:

“Se puoi e se non vuoi,” scrive uno sconosciuto, la cui amata, evidentemente, amava tenerlo sulla corda, “perché allora rinvii la mia felicità e incoraggi la speranza, ordinandomi di tornare il giorno dopo? Se mi costringi a vivere senza di te, mi costringi a morire”.

Un altro, che probabilmente è stato abbandonato, o forse tradito: “Niente dura per sempre, il Sole si oscura e cala in mare, la Luna nasce piena e poi decresce. E così spesso il male d’amore diventa aura leggera”.

Sono molto interessanti, le dichiarazioni d’amore che gli abitanti di Pompei usavano incidere sui muri della città. Sono documenti che aprono squarci inaspettati sulla vita di quelle persone che, come scrive Jacques Le Goff, sono rimaste tra le quinte del palcoscenico della storia. Raramente, infatti, ci è dato conoscere sentimenti privati, gioie e dolori, speranze e delusioni di quanti ci hanno preceduto.

Eccezion fatta per alcuni episodi relativi alla vita di personaggi celebri, la grande storia non si è mai interessata a questi aspetti della vita. Per questo – oltre che perché fondamentali per conoscere la vita politica, sociale, giuridica ed economica della cittadina vesuviana – i graffiti pompeiani attraggono in modo speciale il nostro interesse: perché ci fanno conoscere sprazzi, frammenti di storie amorose di persone semplici, delle quali è rimasto solo questo piccolo ma tenero, importante ricordo.

 

EVA CANTARELLA e LUCIANA JACOBELLI

In “Pompei è viva” – Feltrinelli

Foto: Rete

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