COLTIVARE L’OLIVO: irrigazione

 

Secondo alcune ricerche, per soddisfare le esigenze idriche dell’olivo, è necessaria una piovosità annua superiore ai 500 mm.

Tuttavia l’olivo ha una capacità di adattamento notevole in virtù di alcune caratteristiche biologiche e fisiologiche che gli permettono di resistere a ridotte disponibilità d’acqua.

Naturalmente i rendimenti produttivi e qualitativi della coltura variano in relazione alle condizioni più o meno favorevoli della disponibilità d’acqua, soprattutto per la coltivazione delle olive da mensa.

L’olivo, in quanto pianta sempreverde, nonostante che per natura sia dotato di caratteristiche abbastanza rustiche, ha esigenze idriche continue, perché utilizza l’acqua durante tutto l’anno. Però le esigenze variano a seconda delle fasi produttive che caratterizzano il ciclo annuale.

Durante il periodo inverno/primavera (periodo della mignolatura e della fioritura), una prolungata mancanza d’acqua può influire negativamente sull’allegagione e far aumentare la percentuale di fiori anomali.

L’altro periodo molto critico è quello compreso tra l’allegagione e l’invaiatura (di cui la fase di indurimento del nocciolo rappresenta il momento più delicato). La condizione per una favorevole evoluzione di questi processi biologici è costituita da elevate quantità di acqua disponibile nel terreno. La mancanza di acqua durante la fase di accrescimento dell’oliva contribuisce ad accentuare la cascola dei frutti e quindi a ridurre la produttività.

In linea molto generale si può dire che i necessari apporti stagionali d’acqua per l’olivo possono essere quantificati in 1000-2000 metri cubi per ettaro (60-80 I per pianta adulta ogni tre giorni) nel periodo giugno-settembre. Una irrigazione ben programmata e condotta contribuisce ad attenuare il fenomeno dell’alternanza produttiva.

Con l’irrigazione si ottengono olive più grosse (interessante soprattutto per le varietà da mensa), minore resa in percentuale, ma maggiore quantità di olio nell’unità di superficie.

Nell’olivicoltura intensiva sono diffusi vari sistemi irrigui. Gli impianti di tipo localizzato (a goccia, a spruzzo, a baffo ecc.) stanno superando i metodi tradizionali per aspersione, per scorrimento, a conca, usati più convenientemente per l’irrigazione di soccorso.

L’irrigazione localizzata, oltre a comportare una sensibile riduzione del consumo d’acqua (25-30%), consente una distribuzione più uniforme dell’acqua nel tempo, con turni più brevi (ogni 2-3 giorni) e volumi irrigui più bassi. Essa, inoltre, assicura una maggiore efficienza dell’acqua che viene distribuita attraverso una adeguata disposizione degli erogatori in corrispondenza dei punti di maggior assorbimento dell’apparato radicale.

Attenzione, però, un eccesso di acqua irrigua può facilitare l’insorgenza di fitopatie.

 

ADRIANO DEL FABRO

In “COLTIVARE L’OLIVO” – La casa verde

 

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