IL POLLINO, dalla origini all’ultimo periodo glaciale

 

 

Per dare una visione generale sufficientemente chiara e completa di tutte le vicende che hanno portato alla nascita del massiccio e al suo aspetto attuale, è bene ricapitolare le notizie […] integrandole con altri del dati e disponendo il tutto in ordine cronologico.

ANNI FA

18 miliardi – Big Bang: nasce l’Universo.

4,6 miliardi – Formazione del Sistema Solare.

3,5 miliardi – La crosta terrestre è già consolidata; compaiono le prime forme di vita.

400 milioni – Tutte le terre emerse si uniscono formando un supercontinente, Pangea,   circondato da un unico enorme oceano, Panthalassa.

200 milioni – Pangea inizia a frammentarsi in più blocchi continentali; si ha la formazione della Tetide. Sui fondali della Tetide cominciano a depositarsi i sedimenti che diverranno le rocce calcaree e calcareo-dolomitiche, quelle che costituiranno (‘”ossatura” del futuro massiccio del Pollino.

130 milioni – Sul fondo della Tetide si aprono spaccature da cui fuoriesce il magma che darà origine alle rocce ofiolitiche.

70 milioni – Inizia lo spostamento del blocco continentale africano verso quello europeo; il corrugamento causato dallo scontro delle masse rocciose da luogo al sollevamento della catena alpina.

20 milioni – La continuazione del movimento dell’Africa verso l’Europa provoca la formazione della catena appenninica: NASCE IL POLLINO; il movimento è tutt’ora in atto con una velocità di circa otto centimetri all’anno.

10 milioni – L’area circostante il Pollino primordiale è quasi del tutto sommersa da mari sui cui fondali continuano a depositarsi sabbie e argille che costituiranno il flysch.

7 milioni – La continuazione dei movimenti di compressione provoca l’emersione del flysch sotto forma di enormi coltri che, sospinte dagli stessi movimenti, ricoprono parte delle terre emerse.

5 milioni – Inizia la distensione locale dell’area del Pollino che provoca la formazione di grandi fratture nelle masse rocciose, le faglie.

2.000.000 – 1 .800.000 –  – GLACIAZIONE DI DONAU o danubiana. II massiccio primordiale è già alto 1.000 metri; la distensione si accentua determinando la formazione di fosse e rilievi tettonici. Il flysch, plastico e incoerente, scivola nei fondivalle e l’erosione comincia a portarne via enormi quantità.

Periodo interglaciale dal clima temperato e caldo.

1.500.000GLACIAZIONE DI GUNZ Inizia il sollevamento di tutta la regione (fino ad oggi è stato di almeno 1.200 metri). Continua la distensione dell’area.

Periodo interglaciale dal clima temperato e caldo. Nelle fosse tettoniche create dai movimenti di distensione iniziano a formarsi grandi bacini lacustri, tra cui quello del Mercure.

1 .000.000GLACIAZIONE DI MINDEL L’erosione continua la sua azione demolitrice; la sedimentazione continua a “costruire” grandi depositi sedimentari (pianure alluvionali del Sinni e del Crati).

Sulle sponde del Lago del Mercure vivono l’elefante e l’ippopotamo di Rotonda.

600.000 – 450.000GLACIAZIONE DI RISS

Fase interglaciale dal clima caldo-umido con periodo di grande e intensa piovosità. Si formano gli ampi conoidi detritici che scendono dal versante meridionale del Pollino (Conca del Re, Petrosa, ecc.).

100.000GLACIAZIONE DI WURM –  I ghiacciai wurmiani modellano le cime più alte dando

la fisionomia definitiva al massiccio. Le terre emerse sono coperte da 80 milioni di chilometri cubi di ghiaccio; ciò provoca un abbassamento del livello dei mari di circa 200 metri.

 

Prime testimonianze di presenza umana nell’area del Pollino: l’uomo paleolitico frequenta la Grotta del Romito, nella Valle del Lao.

 

GIORGIO BRASCHI

In “Sui sentieri del Pollino” – Il Coscile

Libro ricco di foto e informazioni per camminate gratificanti. È un piacere leggerlo.

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