La quercia di Thór e l’albero di Natale

Bonifacio abbatte la quercia di Thor

 

Massimo di Tiro, nel II secolo, scriveva che i Celti veneravano la quercia come simbolo di Zeus. Ma già Plinio testimoniava la sacralità della quercia e l’esistenza di boschi di quercia in Gallia.

Nei villaggi della Germania settentrionale, infatti, erano venerati Thór e Odino i quali rappresentavano l’indipendenza della popolazione germanica dai regnanti di fede cristiana.

La quercia era l’albero consacrato a Thór, e la tradizione voleva che gli abitanti dei villaggi si raccogliessero intorno ad essa una volta all’anno per compiere un sacrificio umano.

Quest’usanza si tramandò per lungo tempo – come testimoniano anche i nomi di alcune località quali Cress age (da Christ’s oak, «quercia di Cristo»), nello Shropshire (Galles), che prende il nome dall’albero sacro citato nelle leggende precristiane -, fino a quando la confessione cristiana non riuscì a prevalere sulla fede pagana.

Un’altra tradizione che si è tramandata fino a tempi recenti è quella di addobbare i propri abiti con foglie di quercia il 29 maggio, il Royal Oak Day; questa usanza era legata alle feste di primavera che si svolgevano all’inizio del mese. Proprio l’abbattimento della Sacra Quercia da parte di san Bonifacio segna il momento simbolicamente culminante dell’evangelizzazione dei Sassoni.

A Bonifacio (680-754), secondo la storia e le leggende popolari, si deve la tradizione cristiana dell’albero di Natale, mutuata da quella pagana della Sacra Quercia di Thór.

Thor raffigurato sul suo carro mentre brandisce il martello Mjöllnir (dipinto di Mårten Eskil Winge, 1872)

Si racconta che, nella notte di Natale del 724, Bonifacio e un gruppo di uomini stessero camminando nella neve nei sobborghi di Geismar, dove si stava celebrando una cerimonia di druidi intorno ad una quercia gigante. Quando si avvicinarono, capirono che durante la cerimonia era stato designato un bambino da sacrificare.

Mentre stava per compiersi il sacrificio, Bonifacio afferrò il bambino e, trattolo in salvo, con una scure colpì il tronco della quercia di Geismar. Quella notte l’albero fu abbattuto e distrutto. Alcune leggende riportano che la quercia fu abbattuta da un forte colpo di vento, altre raccontano che furono gli uomini giunti con Bonifacio a colpire la quercia fino a farla cadere.

I druidi credevano che chiunque avesse tentato di colpire la Sacra Quercia sarebbe stato punito da Thórr, per cui il gesto di Bonifacio fu interpretato come la dimostrazione della superiorità del Dio cristiano su Thór.

Bonifacio esortò i Germani a continuare la tradizione di radunarsi intorno all’albero non nei boschi, ma nelle case, e di utilizzarlo non più come riparo per compiere i sacrifici, ma di accogliere intorno ad esso dei doni da scambiarsi nella notte di Natale.

Da qui iniziò la tradizione cristiana dell’albero di Natale, così come si è tramandata fino ad oggi in tutto il mondo.

La presenza in camere funerarie di manufatti in legno di quercia risalenti all’Età del Bronzo inducono a pensare che una qualche valenza religiosa fosse assegnata alla quercia già in quell’epoca

 

In “Storia delle Religioni” – La Biblioteca di Repubblica

Foto: Rete

 

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