Simboli: il colore AZZURRO

Madonna del cardellino, di Raffaello

 

  1. L’azzurro è il colore più profondo: lo sguardo vi affonda senza incontrare ostacoli e si perde all’infinito, come se il colore si sottraesse indefinitamente. L’azzurro è il colore più immateriale: in natura è presente solo come trasparenza, fatto cioè di vuoto: vuoto dell’aria, vuoto dell’acqua, vuoto del cristallo o del diamante. Il vuoto è esatto, puro e freddo. L’azzurro è il colore più freddo e il più puro in valore assoluto, ad eccezione del vuoto completo del bianco neutro. L’insieme delle sue funzioni simboliche dipende da queste qualità fondamentali.

L’azzurro alleggerisce le forme di un oggetto, le apre, le disfa.

Una superficie dipinta d’azzurro non è più una superficie, un muro azzurro cessa di essere un muro. I suoni e i movimenti, come le forme, svaniscono nell’azzurro, vi annegano, si dileguano come un uccello in cielo. In sé immateriale, l’azzurro smaterializza tutto ciò che si avvolge in esso. È la via dell’infinito dove il reale si trasforma in immaginario. Non è forse il colore dell’uccello della felicità, l’uccello azzurro, inaccessibile eppur così vicino? Entrare nell’azzurro è passare dall’altra parte dello specchio, un po’ come Alice nel paese delle meraviglie. Quando è chiaro, l’azzurro conduce a fantasticare e quando diviene più scuro, secondo la sua inclinazione naturale, porta al sogno. Il pensiero cosciente svanisce lentamente in favore di quello incosciente, come la luce del giorno insensibilmente diventa luce della notte.

  1. Regione, o meglio clima dell’irrealtà, o della sovrarealtà, immobile, l’azzurro assorbe in sé le contraddizioni, le alternanze che scandiscono la vita umana, ad esempio quella del giorno e della notte.

Impavido, indifferente, in nessun luogo se non in sé, l’azzurro non appartiene a questo mondo, suggerisce piuttosto l’idea di un’eternità tranquilla e conchiusa, sovrumana — o inumana. […]

Antichamber to the tomb of Pharaon Horemheb (who ruled during the 18th dynasty from 1323 to 1295). Detail: Isis, ruling over the two territories.

Di solito erano intonacati di azzurro chiaro i muri delle necropoli egizie sui quali spiccavano, in ocra rosso, le scene del giudizio delle anime. È stato detto che gli Egizi consideravano l’azzurro il colore della verità. La Verità, la Morte, gli Dei son collegati e per questo l’azzurro celeste è il limite che separa l’uomo da chi governa, dall’Aldilà, il suo destino. L’azzurro è il campo elisio, la matrice attraverso cui irrompe la luce d’oro che ne esprime la volontà: Azzurro e Oro, valori femminile e maschile, stanno all’uranio come Sinopia e Rosso al ctonio. Zeus e Jahvé troneggiano sull’azzurro, cioè sull’altra faccia di quella volta celeste che i popoli della Mesopotamia pensavano fatta di lapislazzuli e che costituisce il manto che copre e vela la divinità nel simbolismo cristiano. Tre gigli d’oro in campo azzurro erano il blasone della casata dei re di Francia che volevano così proclamare l’origine teologale, sovraterrena, dei Re cristianissimi.

San Giorgio, di Paolo Uccello

  1. Le Ierogamie o le rivalità del cielo e della terra sono rese manifeste dall’unione dell’azzurro col rosso e con il giallo ocra […]
  2. Il bianco e l’azzurro sono alleati contro il rosso e il verde nel combattimento tra il cielo e la terra, come testimonia l’iconografia cristiana, soprattutto nelle rappresentazioni della lotta tra san Giorgio e il drago. Il rosso o il verde da una parte e l’azzurro o il bianco dall’altra, erano i colori delle quattro fazioni di carri che a Bisanzio, nell’ippodromo, gareggiavano nelle corse. Tutto porta a credere che questi giochi della Roma d’Oriente rivestissero un importante significato religioso e cosmico analogo a quello dei giochi della pelota che nella stessa epoca venivano celebrati dalle popolazioni dell’America centrale. Erano entrambi forme di teatro sacro nel quale veniva rappresentata la rivalità dell’immanente e del trascendente, della terra e del cielo. Nella nostra storia sono diventati combattimenti reali e sanguinosi e le opposte fazioni portano ancora quei colori emblematici, in nome del diritto divino e del diritto umano che hanno la pretesa d’incarnare: gli chouans erano azzurri, i rivoluzionari dell’Anno II erano rossi, e sono sempre gli stessi i colori delle fazioni politiche che oggi si combattono in tutto il mondo.
  3. L’azzurro e il bianco, colori mariani, sono l’espressione del distacco dai valori di questo mondo e dell’ascesa dell’anima liberata a Dio, cioè all’oro, che muoverà ad incontrare il bianco virginale nell’ascensione attraverso l’azzurro celeste. Ritroviamo qui associati i significati mortuari dell’azzurro e del bianco valorizzati dalla credenza nell’Aldilà. I bambini consacrati all’azzurro e al bianco sono impuberi, cioè asessuati, per questo più atti a rispondere al richiamo azzurro della Vergine.

    Trasfigurazione – Raffaello

Il segno della Vergine, nella ruota dello zodiaco, corrisponde alla stagione della mietitura che conclude l’evoluzione della primavera e precede l’involuzione dell’autunno. Il segno della Vergine è un segno centripeto come l’azzurro e spoglierà del suo manto verde la terra, la denuderà, la inaridirà. È l’epoca della festa dell’Ascensione della Vergine-Madre, in un cielo sgombro, dove l’oro del sole diventa fuoco implacabile che divora i frutti maturi della terra. Per il pensiero azteco questo azzurro è turchino, colore del sole, da loro chiamato Principe del Turchino (Chalchihuitl): era segno d’incendio, siccità, carestia, morte. Chalchihuitl è anche la pietra azzurro-verde che ornava il vestito della dea del rinnovamento.

Quando moriva un principe azteco, prima dell’incinerazione gli si metteva una turchese al posto del cuore, come in Egitto si poneva uno scarabeo di smeraldo al posto del cuore del faraone morto prima della mummificazione. In certe regioni polacche sussiste ancora l’usanza di dipingere d’azzurro le case delle ragazze da marito.

  1. Il linguaggio popolare, che è linguaggio terrestre per eccellenza mostra di non credere alla sublimazione del desiderio e dove altri vedono una mutazione o un nuovo avvio non legge che perdita, mancanza, castrazione. L’azzurro ha perciò un significato prevalentemente negativo. La paura metafisica diventa una «fifa blu»; in tedesco blau, azzurro, significa anche ubriaco. In alcune prassi aberranti l’azzurro può indicare il colmo della passività e della rinuncia.

Secondo un’usanza delle colonie penali francesi l’invertito effeminato si faceva tatuare sul membro una calotta azzurra per indicare che rinunciava a farne uso. L’azzurro in questo caso serviva ad esprimere una castrazione simbolica, e l’operazione, l’imposizione di questo azzurro a prezzo di profonde sofferenze, era la testimonianza di un eroismo al rovescio, non maschile ma femminile, non più sadico ma masochista.

7[…]. Luz, la dimora d’immortalità della tradizione ebraica, è anche chiamata Città azzurra.

Chefchaouen – Marocco

Nel buddhismo tibetano l’azzurro è il colore di vairocana, della saggezza trascendente, della potenzialità, e contemporaneamente della vacuità, e l’immensità del cielo azzurro può esserne un’immagine. La luce azzurra della sapienza del Dharma-dhàtu (legge e coscienza originaria) è di potenza abbagliante e spalanca la strada della Liberazione.

L’azzurro è il colore dello yang, del drago geomantico, cioè degli influssi benefici. Huan (azzurro), colore del cielo notturno, lontano, evoca la dimora dell’immortalità analogamente a quanto detto sopra, ma anche il non manifestato, secondo l’interpretazione di Tao-Teching. […]

 

In “Dizionario dei simboli” – BUR

FOTO: Rete

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