MONACI ITALO-GRECI – Simone di Calabria, il Taumaturgo.

 

Viveva egli in un cenobio della Calabria, quando alcuni suoi confratelli, forse mentre erano a pesca in mare con un giovane servo del monastero, furono catturati dai Saraceni e venduti come schiavi. L’igumeno incaricò Simone di andare in Africa per rintracciarli ed egli infatti riuscì a incontrarne uno. Mentre parlava con lui per scoprire dove fossero gli altri, ecco sopraggiungere il padrone, che stese la mano per colpirlo: subito restò paralizzato. Anche un altro saraceno, ch’era con lui, si trovò con la mano paralizzata.

Gli astanti allora afferrano Simone, lo portano dall’Emiro e dicono: “Questo qui è uno stregone! Ha fatto seccare la mano di quelli che volevano colpirlo”. Di parere totalmente diverso furono i mullâh, i saggi che facevano parte del Consiglio dell’Emiro: “Forse è invece un servo di Dio e, con le sue preghiere, può risanare”. Simone infatti fa un segno di croce sulle mani paralizzate, ed esse subito si sciolgono. Vedendo il prodigio, l’Emiro concede a Simone di riprendersi i quattro ch’era andato a cercare, e anche quanti altri cristiani volesse. Non solo: l’Emiro colma Simone di doni, e dispone una scorta per garantire la sua sicurezza nel viaggio di ritorno.

Salparono dunque dall’Africa e durante la navigazione i Saraceni restarono ammirati nel vedere Simone immerso nella Preghiera continua. Costretti dai venti contrari a fermarsi presso un isolotto, consumarono ben presto tutta l’acqua che avevano stivato. Ma il santo pregò su alcuni barili che aveva fatto riempire d’acqua di mare, ed essa divenne dolce. Simone compì questo miracolo diverse volte, finché tutti poterono approdare in Calabria, dove il santo in seguito si addormentò nel Signore.

FONTE: pg. Fb. Santi italogreci

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