GUERRA GIUSTA, GUERRA SANTA

François Dubois (1529-1584) – Il massacro di San Bartolomeo

 

È questa una linea che continuerà, con qualche intervallo, per secoli: per la Chiesa la guerra «giusta» per eccellenza diventa evidentemente la guerra «santa». Ma lo slancio spirituale che è innegabilmente presente nelle prime crociate scompare, lasciando il posto a una desolante mistura di ragioni politico-territoriali ed economiche, sprovvista di qualsiasi idealità.

Uno degli esempi più clamorosi e terribili è la lunga guerra promossa dal pontefice Paolo IV a metà del secolo XVI. Egli scende in campo contro la Spagna, «feccia del mondo» e «banda di eretici», chiama in aiuto il re di Francia, arma e mobilita un proprio esercito nel quale numerosi sono i mercenari protestanti. A conferma dell’assenza di qualsiasi motivo religioso, le truppe spagnole avversarie del papa sono comandate dal duca d’Alba, cattolico fervente. È tristemente noto il massacro operato nei domini napoletani dall’esercito del pontefice, un esercito del resto famigerato per la sua efficienza e ferocia. «Questi selvaggi sono perfetti per la guerra … e si possono usare in ogni operazione militare, negli assedi e nelle battaglie aperte»: così scrive l’ambasciatore Veneto, diviso fra l’ammirazione e l’orrore.

Pochi decenni prima Erasmo da Rotterdam aveva già potuto constatare lo straordinario spirito bellicoso del papa a lui contemporaneo, Giulio II, contro il quale lanciò negli Adagia questa lucida invettiva:

Cosa c’è in comune fra la mitra e l’elmo, la santa tunica e la corazza da guerra, le benedizioni e i cannoni, il mite pastore e i banditi armati, il sacerdozio e la guerra? Per quale ragione si parte per conquistare piazzeforti con macchine da guerra quando si detengono le chiavi del regno dei cicli? … Con quale coraggio si insegna ciò che Cristo ha insegnato e gli apostoli hanno ripetuto molte volte: non bisogna resistere al male ma vincere con la bontà la malvagità e rispondere generosamente all’ingiustizia subita, quando poi si sconvolge il mondo nelle tempeste della guerra per ottenere il dominio di una piccola città?

In un’altra pagina Erasmo raffigura san Pietro che rimprovera papa Giulio II quando dopo la morte si presenta al suo cospetto: «Sembra che tu abbia distrutto la Chiesa inducendo il mondo intero alle guerre più terribili per poter impunemente mentire e portare ovunque rovina … tu che hai condotto alle morte così tante legioni non hai guadagnato a Cristo una sola anima».

Nella prima metà del Cinquecento una fiammata sinistra riporta del resto alla ribalta la guerra/crociata: le profezie sulla fine del mondo si moltiplicano e sembra ai numerosi profeti che i mali siano imputabili massimamente agli eretici, che vanno quindi annientati, secondo le invettive di molti predicatori francescani e domenicani e dei vescovi soprattutto francesi. A leggere le fonti, i numerosi sermoni e gli opuscoli diffusi fra il popolo dei credenti, si può constatare come la società sia avvolta nella spirale di una tensione alla purificazione penitenziale.

Gli uomini accusati di infedeltà dalle denunce dei predicatori profetici devono capire che la loro salvezza passa necessariamente attraverso la violenza, prova vitale della loro devozione a Dio. I riferimenti a una guerra santa contro gli eretici sono i consueti: le crociate, il martirio, i re biblici.

Al martire, come da tradizione, viene promesso il paradiso: «se alcuni di noi moriranno il nostro sangue sarà per noi un secondo battesimo» (Crouzet). Parigi può essere vista come

una nuova Gerusalemme: ritorna forte e battente la «pulsione della crociata».

Può accadere anche che l’idea di guerra santa si innesti su una guerra «normale», come dopo la battaglia di Lepanto quando Pio V, rinfrancato dalla vittoria sui Turchi, riprende l’idea della crociata: questa volta in soccorso dei cattolici francesi contro gli ugonotti, raccomandando ai comandanti «di non prendere prigioniero nessun ugonotto e di uccidere sul posto tutti quelli che vi cadranno nelle mani».

Cosa dire poi di fronte alla processione di ringraziamento a Dio promossa dal pontefice Gregorio XIII in occasione del massacro della notte di san Bartolomeo?

 

MARIATERESA FUMAGALLI

In “Cristiani in armi” – Laterza

Foto: RETE

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