Orsomarso e il suo dialetto: FRITTULO, FRITTULIATA

 

FRITTULO: s. m.  pezzettino di carne, lardo o cotica di maiale che si fa bollire in una grande padella con lo strutto. Con o senza peperoni.

Origine: dal latino frictulare, friculare =  friggere

Nel tempo contadino c’era il “tempo del maiale”. Andava da metà dicembre ai primi di febbraio. Si macellava il maiale, che durante l’anno era stato nutrito con ortaggi portati dalla campagna, scarti alimentari e crusca. In un secchio si preparava a scifata che veniva versata ‘ntu scifo, sistemato all’interno ru paraciddo.

Il maiale era risorsa preziosa, perché allora scarseggiava anche l’essenziale. Garantiva finalmente carne per buona parte dell’anno.  Veniva conservata in vari modi: insaccati,  vrasciole, filitti, capicuddo, prusutto, vuccularo; ma era prezioso anche lo strutto, usato per friggere ed i ciculi che restavano facendo sciogliere il lardo.

Il tempo del maiale era tempo di convivialità. C’era molto da lavorare. Parenti ed amici davano volentieri una mano. Tutto però era fato con spirito sereno e gioioso. I momenti più intensi erano le grandi tavolate con frittuliate e grandi bevute di vino.

Per i ragazzi, ma non solo per loro, il momento più dolce era quello della muddicata. Ricordo con tenerezza il grande diletto che mi dava raccogliere col cucchiaio quel poco che restava nella grande casseruola dove la muddicata era stata preparata. Dei ragazzi era anche il compito di andarne a portare un piatto agli amici di tutto il vicinato, perché nel mondo contadino erano valore importante condivisione e  solidarietà.

 

 

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