Alcuni complessi megalitici costituivano certamente dei centri cerimoniali

Mnajdra Malta

 

Alcuni complessi megalitici, come quello di Carnac o quello di Ashdown, nel Berkshire (800 megaliti in un parallelogramma di m 250 X m 500), costituivano certamente dei centri cerimoniali importanti. Le feste comprendevano sacrifici e, presumibilmente, danze e processioni. Migliaia di uomini potevano infatti camminare processionalmente nel grande viale di Carnac. È probabile che la maggior parte delle feste fosse in rapporto con il culto dei morti.

Carnac

Come altri monumenti inglesi analoghi, il cromlech di Stonehenge è situato in mezzo a un campo di tumuli funerari. Questo celebre centro cerimoniale era, per lo meno nella sua forma primitiva un santuario edificato per garantire i rapporti con gli antenati. Dal punto di vista della struttura, Stonehenge può essere ricollegato ai complessi megalitici che, in altre culture, si svilupparono a partire da un luogo sacro: templi o città. Si tratta, qui e là, di una stessa valorizzazione dello spazio sacro in quanto ‘Centro del Mondo’, luogo privilegiato in cui si attua la comunicazione con il cielo e con il mondo sotterraneo, cioè con gli dèi, le dee ctonie e gli spiriti dei morti.

Allineamenti di Carnac, Francia. V-III millennio a.C.

In alcune regioni della Francia, nella penisola iberica, e altrove, si sono scoperte tracce di un culto della Dea, divinità protettrice dei morti. Ma in nessun luogo l’architettura megalitica, il culto dei morti e la venerazione di una Grande Dea hanno trovato espressione spettacolosa come a Malta. Gli scavi hanno riportato  alla luce pochissime case; ma fino ad oggi sono stati scoperti diciassette templi, e si ritiene che il loro numero sia ancora più elevato: sarebbe così giustificata l’opinione di alcuni studiosi, per i quali in età neolitica Malta era un’isola sacra. Le vaste terrazze ellittiche che si stendevano dinanzi ai santuari o fra di essi, servivano certamente per le processioni e la coreografia rituale. Le pareti dei templi sono decorate da mirabili spirali a bassorilievo; sono state, inoltre, scavate alcune sculture di pietra che rappresentano donne giacenti su un fianco. La scoperta più sensazionale è però quella di un’enorme statua di donna — certo una dea — seduta.

Mnajdra Malta

Gli scavi hanno rivelato un culto elaborato, con sacrifici di animali, offerte di cibi e libagioni, riti di incubazione e di divinazione, che indicano l’esistenza di un corpo sacerdotale importante e ben organizzato. Il culto dei morti era probabilmente l’elemento centrale. Nella notevole necropoli di Hai Saflieni, chiamata ora ‘Ipogeo’, che comprende parecchie sale tagliate nella roccia, sono state esumate le ossa di circa 7 000 persone. Nell’Ipogeo sono state, appunto, ritrovate le statue di donne giacenti, che fanno pensare a un rito di incubazione. Come in altri monumenti megalitici, le sale interne hanno le pareti scolpite e dipinte. Sono ampi locali che dovevano servire per cerimonie religiose riservate ai sacerdoti e agli iniziati, poiché erano separati da ‘paraventi’ modellati.

Mnajdra Malta

Mentre l’Ipogeo era al tempo stesso necropoli e cappella, nei templi non sono state scoperte sepolture. La struttura curvilinea dei santuari maltesi sembra unica; gli archeologi la definiscono ‘reniforme’, ma secondo Zuntz questa struttura ricorda piuttosto la forma dell’utero. Poiché i templi erano coperti da un tetto, e le sale non avevano finestre ed erano alquanto buie, entrare in un santuario equivaleva a penetrare nelle ‘viscere della Terra’, cioè nell’utero della Dea ctonia. Anche le tombe tagliate nella roccia hanno, però, la forma di un utero. Si direbbe che il morto fosse ricollocato nel seno della Terra per una nuova vita. « I templi rappresentano il medesimo modello, su scala maggiore. I vivi che entrano nel santuario, penetrano nel corpo della dea ». Infatti, conclude Zuntz, questi monumenti costituiscono lo scenario « di un culto di Misteri nel senso proprio della parola ».

Aggiungiamo che sulle pareti dei dolmen e dei menhir dell’Iberia e dell’Europa occidentale si trovano anche altri segni e simboli magico-religiosi: per esempio l’immagine di un sole raggiante, il segno dell’ascia (peculiare degli dèi della tempesta), il serpente, simbolo della vita, associato a figure di antenati, il cervo, ecc.

Certo, queste figure sono state scoperte in regioni diverse e appartengono a culture di epoche diverse; hanno però in comune il fatto d’essere solidali con un medesimo complesso megalitico. La spiegazione può consistere sia nella varietà delle idee religiose proprie delle varie popolazioni ‘megalitiche’, sia nel fatto che il culto degli antenati, nonostante la sua considerevole importanza, fosse associato ad altri complessi religiosi.

 

MIRCEA ELIADE

In “Storia delle credenze e delle idee religiose” v.1 – Sansoni

Foto RETE

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