CALABRIA, la sismicità storica

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La Calabria è caratterizzata da una notevole attività sismica che interessa principalmente le aree dello Stretto di Messina, la dorsale dell’Aspromonte e delle Serre, la stretta di Catanzaro (la zona compresa tra il golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace), la Valle del Crati, il versante orientate Sila e il Crotonese.

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Queste caratteristiche sono ben evidenti nella mappa della sismicità storica che rappresenta i principali terremoti avvenuti nell’ultimo millennio. Nella mappa sono ben visibili 5 terremoti storici fortemente distruttivi (magnitudo Mw – 7.0) localizzati principalmente nella Calabria centro-meridionale. Si tratta del terremoto de! 1638 che ha interessato il territorio di Nicastro – Sant’Eufemia (27 marzo, Mw 7-0), dei due eventi più forti della lunga sequenza del 1783 {5 febbraio, Calabria meridionale, Mw 7.0, e 28 marzo stretta di Catanzaro, Mw 7.0) e dei terremoti del dei1905 (8 settembre, a largo di Vibo Valentia Mw 7.0) e del 1908 (28 dicembre, nello stretto di Messina, Mw 7.1). Questi eventi hanno causato danni ingenti sulla maggior parte del territorio regionale e, in casi, in Sicilia nord-orientali.

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Sono una decina i terremoti che, seppur di minor energia rispetto ai precedenti, hanno provocato danni gravi sul territorio regionale:

5 terremoti di magnitudo Mw compresa tra 6.5 e 6.9 (1184,1638, 1659,1783,1832) e 7 eventi di magnitudo Mw tra 6-0 e 6.4 (1626, 1767,1791,1836,1854,1870 e 1894). La Calabria è stata inoltre interessata da molti eventi di magnitudo Mw minore di 6.0 e da sequenze sismiche che hanno coinvolto gran parte del territorio regionale seppure con modalità e caratteristiche differenti.

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La sismicità recente della Calabria, registrata dalla Rete Sismica Nazionale, è stata estremamente moderata e si è concentrata principalmente lungo l’Arco Calabra e a mare.

L’area di confine con la Basilicata è stata interessata, negli ultimi anni, da un’intensa attività sismica con due sequenze significative. La prima è quella della Valle del Mercure, lungo l’Appennino calabro-lucano, caratterizzata dall’evento sismico del 9 settembre 1998 di magnitudo ML 5.6. La seconda ha interessato la zona del Pollino, a partire dal gennaio 2010, con alcune migliaia di eventi, la maggior parte di magnitudo minore di 3.0 e un terremoto più forte di magnitudo ML 5.0 avvenuto il 26 ottobre 2012.

Diversi terremoti si sono verificati nel mar Tirreno meridionale; alcuni di magnitudo maggiore di 5.0, non hanno provocato danni, poiché sono avvenuti a grande profondità (oltre i 100 km). Questi eventi sono causati da un processo geologico molto complesso (deformazione della litosfera ionica in subduzione) che avviene al di sotto della Calabria

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Fonte: iononrischio.it

Foto: Rete

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