APRILE – Le Robigalie (Robigalia) nella Roma antica

 

 

Feste che si tenevano il 25 aprile in onore di Robigo, antica divinità romana, talvolta concepita come femminile, talvolta come maschile, che presiedeva alla coltivazione del grano.

Veniva invocata perché tenesse lontana la ‘ruggine’ dalle messi: robigo-ginis è infatti la ruggine. Durante le Robigalie, si sacrificava un montone e un cane.

La festa si teneva in un sito presso la quinta pietra miliare della Via Claudia.

Robigo

Ovidio racconta di aver incontrato, tornando da Nomentum, gente vestita di bianco e il flamine che si apprestava a bruciare un montone e un cane. Perciò, secondo Ovidio, il luogo in cui si teneva la festa era sulla Via Nomentana e non sulla Claudia.

Il sacrificio di un cane è inconsueto e Ovidio ne chiede la ragione. Il flamine gli risponde che la scelta del cane è dovuta soltanto al suo nome: infatti Cane è anche il nome di un astro la cui apparizione rende la terra arsa dalle sete e fa seccare le messi.

Parlando delle Robigalie Ovidio ha l’opportunità di inneggiare alla pace e ai lavori agricoli, e di schierarsi contro la guerra: implora Robigo perché tenga lontano la ruggine dai raccolti:

«Non intaccare le tenere messi, ma il duro ferro; distruggi prima quello che può distruggere altri», cioè le spade e i dardi che portano morte: «luccichino gli arnesi agricoli, si arrugginiscano le armi». Cfr. Ovidio, Fast. rv 905-42.

 

LUISA BIONDETTI

Da “Dizionario di mitologia classica” – Baldini & Castoldi

Foto: Rete

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