Vicia cracca – Cracca

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Gli alti fusti, che recano grappoli formati anche ‘da 40 fiori blu-porpora brillante, fanno di V. cracca una delle piante rampicanti più vistose tra quelle che vivono spontanee nelle siepi. Essa si arrampica grazie ai viticci ramificati, caratteristica questa che distingue le vecce, i piselli e le specie del genere Lathyrus dalle altre specie italiane della famiglia delle Papilionacee.

Occasionalmente V. cracca appare come erba infestante dei giardini, dove però è spesso lasciata crescere per il suo aspetto attraente: nella tarda estate, negli angoli meno frequentati i suoi semi producono macchie di colore.


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Uno stretto parente di V, cracca è V. hirsuta, il “loglio” di una parabola di Gesù {Matteo XIII, 24): “Un uomo aveva seminato il suo campo; ma, mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò del loglio in mezzo al grano… e quando il grano germogliò e poi granì, allora comparve anche il loglio”. Per gli antichi agricoltori non era difficile comprendere a fondo questa parabola evangelica, perché conoscevano bene V, hirsuta, che un tempo era diffusissima nei campì di frumento, di orzo e di avena, riducendo di molto i raccolti e provocando problemi notevoli al tempo della mietitura.

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La foglia di questo rampicante perenne ha da dodici a trenta foglioline e un viticcio ramificato alla sommità. I grappoli contano fino a quaranta fiori e sono portati da lunghi peduncoli. Altezza: 60-200 cm. Fiorisce da giugno ad agosto

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I sepali sono saldati in un tubo che copre quasi metà fiore,

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I legumi glabri, che terminano quasi squadrati contengono fino a sei semi.

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Fonte: “FIORI SPONTANEI IN ITALIA” – Selezione dal Reader’s Digest

Foto: Rete

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