Psicologia della scrittura: I SEGNI GRAFICI

 

La scrittura compassata. È compassata la scrittura che ha un aspetto molto rigido, con linee uniformi della stessa altezza, pressione, forma e larghezza le quali danno nell’insieme proprio l’impressione di un controllo eccessivo e non naturale (fig. 98).

Campioni di scrittura “compassata”

  • La scrittura compassata rivela scarsa fiducia nei propri mezzi mentali, precisione, eccessive esigenze di regolarità da parte dell’attenzione, difficoltà nell’adattare la preparazione e l’esperienza a problemi nuovi, pedanteria ed espressioni monotone; l’apprendimento è facilitato ma risulta pedante, l’evocazione dalla memoria è difficile per eccesso di rigidità; l’affettività viene soffocata da autocontrolli rigidi e da senso del dovere eccessivo. Indica inoltre ansia di pulizia e di irreprensibilità, ordine rigido, comportamento compassato, senso amministrativo rigorista, operatività univoca, uniforme, conformistica e pedante.

La scrittura rifinita. Definiamo rifinita la scrittura che presenta nel corpo delle lettere – specie in quelle con occhielli – « o », « a », « d », « g », « q », nelle « e », talvolta nelle «s» « r » e anche nelle « p », « z » – un’abbondanza di segno la quale mira a completare in modo esuberante gli elementi di identificazione delle lettere (fig. 99).

Campioni di scrittura “rifinita”

  • La scrittura rifinita indica la tendenza a sovrabbondare in precisazioni superflue, a essere pignoli e troppo interessati a rifiniture, abbellimenti, ornamenti, decorazioni e apparenze secondarie a danno dell’essenziale. Chi ha questo tipo di scrittura rivela una sensibilità eccessiva per la presentazione personale; forti ripugnanze verso coloro che non mostrano correttezza, precisione e inappuntabilità in tutto; forte inclinazione per attività nelle quali si possa proiettare in forma estetica il proprio buon gusto, la propria precisione e la propria irreprensibilità (disegno, moda, arredamento, decorazione, ecc.), sebbene l’azione sia troppo assorbita da questioni di compostezza, puntualità e irreprensibilità a scapito della dinamicità e della produttività quantitativa.

La scrittura superdilatata e la scrittura subdilatata. L’occhiello – uno spazio in sé concluso – rappresenta il contenuto delle idee espresse nella zona dell’Io cosciente, in quanto si situa nel corpo della scrittura. Nel caso in cui l’area in sé conclusa sia al di fuori di tale zona, quando cioè l’occhiello si trova al di sopra o al di sotto del corpo della scrittura, il contenuto diventa un prodotto della fantasia che, combinando l’espressione della volontà con quella del sentimento, raccoglie le immagini dalla memoria e le elabora per soddisfare sia la volontà sia il sentimento stessi. Si tratta quindi di fantasticherie che hanno lo scopo di compensare la mancata realizzazione delle idee sul piano operativo e pratico e di evitare frustrazioni all’Io, specialmente se è bloccato da complessi di inferiorità o da altri ostacoli.

Campioni di scrittura “superdilatata” e “subdilatata”

Nella scrittura, le asole delle lettere con allunghi inferiori e superiori (« p », « g », « q », «f», « b », « h », « l ») tendono a dilatarsi e a gonfiarsi orizzontalmente in proporzione a questa tendenza a fantasticare, manifestandone così l’intensità e la frequenza. Si chiama superdilatata (fig. 100) la scrittura in cui le asole degli allunghi superiori appaiono dilatate; il valore massimo del segno corrisponde a 3 volte la metà della larghezza media degli occhielli, mentre la dilatazione normale (valore zero di superdilatata) è uguale a 1/2 della larghezza media degli occhielli.

Si chiama subdilatata (fig. 100) la scrittura in cui sono dilatate le asole degli allunghi inferiori; il valore massimo del segno corrisponde a 5 volte la metà della larghezza media degli occhielli, mentre la dilatazione normale (valore zero di subdilatata) è uguale a 1/2 della larghezza media degli occhielli.

La differenza tra i valori massimi della scrittura superdilatata e subdilatata è da ricercare nel fatto che le asole degli allunghi inferiori, per la loro posizione, si estendono in larghezza più facilmente di quelle degli allunghi superiori.

  • La scrittura superdilatata e la scrittura subdilatata rivelano entrambe fantasticherie che danneggiano l’oggettività per interferenze irrealistiche.

Campioni di scrittura “ricciuta”

La scrittura ricciuta. Abbiamo già esaminato vari tipi di ricci; dobbiamo ora considerare che in una scrittura possono esserci diversi ricci la cui presenza, indipendentemente dal significato specifico di ciascuno, ha rilevanza psicologica. L’intensità massima del segno ricciuta (fig. 101) è data da un numero di ricci pari al numero delle parole del testo; gli altri valori si misurano proporzionalmente. Inoltre i ricci possono essere estetici o goffi.

  • La scrittura ricciuta indica speciosità per passionalità, cioè per inconsistente apparenza di validità di un convincimento, con danno dell’oggettività a causa di interferenze passionali; inoltre, tendenza a una loquacità irrealistica.
  • I ricci estetici rivelano gentilezza e gusti estetici. Il segno combinato con interlettera larga indica arguzia, con acuta è indizio di causticità pungente.
  • I ricci goffi sono sintomo di cattivo gusto e goffaggine in tutto.

 

SANTE A. BIDOLI

 

Da: LA PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA – Longanesi

FOTO: Rete

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