Da dove viene il nome SCALEA?

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Proprio l’antica configurazione della costa di Scalea potrebbe essere all’origine del suo nome. Esso va certo connesso a scala, ma non nell’accezione della facile etimologia popolare – oggi molto diffusa – che fa derivare il suo nome dalla forma “a scala” dell’attuale centro storico: è ovvio che tale forma non è la più antica, in quanto essa, oltre ad essere stata assunta dal paese gradualmente nel corso dei secoli, non è sostenibile perché le strade, fino alla metà dell’Ottocento, erano in gran parte in terra battuta e soltanto i tratti ripidi presentavano dei gradini con argini in pietra.

E probabile che il nome Scalea – nel dialetto locale ‘a Scalia – vada riconnesso al gr. σκαλίον (skalìon), diminutivo di sκἀλα (skala), antico vocabolo latino entrato nel lessico greco medievale anche con il significato di “scalo marittimo, molo, banchina” (cfr. GERHARD ROHLFS, Lexicon graecanicum Italiae inferioris, , Tübingen 1964, s.v. * sκἀλα, e Dizionario di toponomastica, Utet, Torino 1990, p. 610). Notevole è poi la somiglianza della forma plurale τὰ sκαλία (ta skalìa), cioè “i porticcioli”, con la citata forma dialettale del toponimo.

Non è escluso, tuttavia, che il nome possa derivare da altre forme di diminutivo. In Grecia, infatti, è molto diffuso il toponimo Δασκαλιό, usato anche nelle varianti Δάσκαλόι, Δασκόλι, Δασκαλονήσια, Δασκαλιά, con cui vengono generalmente definite le piccole isole (βραχονησίδες), «poste talvolta a garanzia di una vicina baia o di un promontorio» (γηνόμεναι δέ ἑνίοτε ἀνάδοχοι τοῦ ἐγγύς ὅρμου, cfr. Μεγάλη Ελληνικὴ Εγκυκλοπαιδεία, tom. VIII, Atene 1929, s.v. Δασκαλιό ). E’ quindi questo sicuramente il nostro caso: la forma neogreca deriva da una più antica δάσκαλον ε δασκαλίον,  che non va riconnessa a διδασκαλεῖον “insegnamento” (cfr. D. DlMITRAKOS, Μέγα Λεξικον τῆς Ελλενικῆς γλώσσης, s.v.δασκαλιό ), ma piuttosto ad un diminutivo di σκάλα, come κονδόσκαλον ο κονδοσκαλίον, formato mediante il prefisso κονδο- “piccolo”, frequentemente usato nella lingua popolare neogreca: anche uno dei porti di Costantinopoli era detto Kονδοσκαλίον.

Anche le forme con cui il toponimo Scalea appare nelle sue più antiche attestazioni: Discolia (bolla del 21 settembre 1089 di papa Urbano II a Pietro I, abbate del monastero della S.ma Trinità di Cava), Dioscalea (bolla del 30 agosto 1100 di papa Pasquale II), villa Didascalia (crisobollo dell’aprile 1131 di Ruggero II, re di Sicilia, a Leonzio, abbate di Santa Maria di Grottaferrata), d.sqaliah (forma adoperata dal geografo arabo Edrisi in un noto passo del suo Libro del re Ruggero:

«II wᾶdì lanῖah [leg. lᾶynah “fiume di Laino”] ha la sorgente innanzi a m.rkῦri [cioè Mercurio], di là scende alla regione che è di fronte a d.sqᾶlῖah [Scalea] al mare», cfr. Edrisi, L’Italia descritta nel «Libro del re Ruggero» compilato da Edrisi. Testo arabo pubblicato con versione e note da M. Amari e C. Schiaparelli, Roma 1883, p. 129), sono tutte sicuramente più antiche della forma Scalea (che tuttavia è già attestata nel secolo XII in Goffredo Malaterra, nel Iudicatum del 1151, ecc.) e sembrano confermare la nostra ipotesi etimologica.

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Da “SAN NICOLA DEI GRECI A SCALEA”,  di A. Vacchiano e V. Valente – Salviati

FOTO: Rete

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