L’ORTO – Coltivare il pomodoro

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Varietà

Le numerose varietà di pomodoro esistenti si possono raggruppare in due grandi categorie: quelle da tavola per consumo fresco, e quelle da industria per pelati e concentrati.

Alla prima categoria appartengono i pomodori da orto, tra questi ricordiamo il Fandango Ibrido F. 1 medio tardivo, a grosso frutto globoso; il Tondino medio tardivo, a frutto piccolo globoso; il Cuor di bue tardivo, a frutto grosso; il S.Marzano Ibrido F. 1 tardivo, a frutto grosso allungato. Tra le varietà appartenenti alla seconda categoria citiamo il Roma VF medioprecoce con frutto medio-piccolo; il Marzanino medio-precoce con frutto cilindrico, piccolo; il Chico III, precoce, con frutto ovale, appuntito.

Clima e terreno

Il clima ideale per il pomodoro è quello temperato-caldo. La pianta è assai sensibile al freddo, ma male sopporta anche i climi eccessivamente aridi. Per quanto riguarda il suolo, il pomodoro ha scarsissime esigenze e ben s’adatta ai terreni con pH leggermente basico o moderatamente acido.

Dcacchiatura o sfeminellatura

La scacchiatura consiste dell’asportare i germogli ascellari per rinforzare i palchi laterali.

Avvicendamento

Nell’orticoltura estensiva il pomodoro è considerato una pianta da rinnovo, per

cui viene posto all’inizio di una rotazione agraria. Negli orti familiari può precedere cipolle, spinaci, lattughe.

Consociazione

 Ben s’associa a diverse colture orticole. Tra queste ricordiamo: sedano, cavoli, prezzemolo, cicoria, lattughe.

Semina

L’epoca di semina varia a seconda del tipo di coltura che si intende attuare. In inverno si fa in semenzaio a letto caldo per trapiantare in marzo in tunnel e avere colture che producono anticipatamente; oppure da marzo a maggio direttamente a dimora nell’orto per ottenere colture ordinarie.

Altre tecniche di semina esulano dall’ambito dell’orticoltura amatoriale. Nelle semine in semenzaio si possono utilizzare vasetti di plastica in luogo delle normali cassette. La profondità di semina oscilla da pochi mm fino a 2- 2,5 cm. Per 1 mq di semenzaio è sufficiente 1 g di seme circa. Le distanze d’impianto nell’orto dipendono dalle varietà coltivate e sono comprese tra i 70 e i 100-120 cm tra le file e i 30-60 cm sulla fila. La scelta della semente si orienterà sull’acquisto di varietà resistenti a virosi e tracheomicosi.

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Concimazioni e cure colturali

 Il pomodoro richiede una concimazione letamica di 3-4 q/100 da effettuarsi in autunno a una profondità di 30-40 cm (la pianta ha un apparato radicale alquanto sviluppato in profondità), più una concimazione fosfo-potassica che possiamo attuare con polvere d’ossa, scorie Thomas, fosforiti, patentkali, ceneri di legna.

Oltre alla predisposizione di tutori in legno o canna ai quali ancorare le piante mediante legacci di rafia o plastica, tra le altre cure l’irrigazione è fondamentale. Quando si adacqua bisogna evitare di bagnare le foglie per non favorire l’attacco di malattie crittogamiche. In semenzaio si effettueranno 2-3 interventi settimanali per mantenere inumidito il terriccio di semina, senza comunque causare eccessi.

Dopo il trapianto a dimora si opererà un intervento irriguo e le adacquature continueranno regolarmente per tutto il ciclo, evitando il verificarsi di pericolosi squilibri idrici che possono provocare marciumi apicali alle bacche. Durante la maturazione di quest’ultime si attuerà una riduzione delle adacquature. Altre pratiche colturali sono il diradamento (in semenzaio si eliminano le piante più deboli; a dimora, invece, il diradamento si basa sul mantenimento delle giuste distanze d’impianto); scerbature e zappature per arieggiare il terreno ed eliminare le infestanti, rincalzatura per favorire l’emissione di radici laterali e mantenere la forma dei solchi dentro i quali si fa scorrere l’acqua di irrigazione; scacchiatura, ossia l’asportazione dei germogli laterali prima che raggiungano i 3 cm di lunghezza; cimatura, la quale prevede l’asportazione della parte superiore dei germogli apicale. Essa serve a limitare in altezza lo sviluppo della pianta (può essere fatta dopo la formazione del quarto palco di branche) e anticipare la maturazione delle bacche. Una pratica interessante è la pacciamatura che consiste nel ricoprire il terreno attorno alle piante con paglia o film plastico nero. La pacciamatura mantiene l’umidità nel terreno, inibisce lo sviluppo delle infestanti, evita che i frutti dei palchi più bassi vengano a diretto contatto con il terreno.

Raccolta

La raccolta si fa a maturazione rossa totale della bacca per i pomodori da sugo e a maturazione appena rosata per quelli da verdura.

Avversità

Piantine colpite da marciume apicale

Tra i parassiti animali ricordiamo la dorìfora, di cui  abbiamo detto a proposito della patata, la nottua, i nematodi, gli afidi e il vasate del pomodoro o acaro rugginoso. È questo un ragnetto che attacca la pianta causando avvizzimenti e facendo assumere alle foglie una colorazione bronzea alla quale segue il disseccamento.

Tra la malattie crittogamiche ricordiamo l’alternariosi, la peronospora, il mal del piede, la moria delle piantine e la cladosporiosi.

Il mal del piede è una malattia causata da un fungo che affligge la pianta al colletto. Si manifesta soprattutto in presenza di forte umidità. Se ci accorgiamo della sua presenza dobbiamo estirpare le piantine ammalate e bruciarle.

La moria delle piantine è pure una malattia fungina che attacca il colletto e ha manifestazioni simili alla precedente.

La cladosporiosi colpisce frequentemente il pomodoro e si evidenzia con tacche alle quali corrisponde una muffetta grigiastra sulla pagina inferiore della foglia. La lotta si basa su trattamenti a base di ossicloruro di rame e calcio.

Altre crittogame che attaccano il pomodoro sono: la tracheofusariosi e la septoriosi.

Squilibri idrici, ristagni d’acqua e concimazioni squilibrate, favoriscono l’insorgere del marciume apicale.

Annotazioni

Secondo il calendario biodinamico, particolarmente seguito dagli agricoltori che impiegano tecniche di coltivazione biologica, il pomodoro andrebbe seminato due giorni prima della luna piena. In tal modo si otterrebbero produzioni più abbondanti.

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Fonte: “L’ORTO”, di Giuseppe Rama – Mistral – Demetra

Foto: Rete

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