Origine e popolarità dell’Assunta

TIVOLI – L’Inchinata

 

I Candelieri di Sassari non sono che una delle tante feste in onore dell’Assunzione della beata Vergine Maria, sorta in Oriente nel secolo VI per poi diffondersi anche in Europa dal secolo successivo.

Si tratta di una celebrazione singolare dal punto di vista cristiano perché l‘avvenimento che commemora non è narrato nei vangeli canonici ma in alcuni apocrifi, cioè non riconosciuti dalla Chiesa come divinamente ispirati (i più noti su questo argomento sono la Dormizione della Santa Madre di Dio del secolo VI e il Transito della beata Maria Vergine, posteriore al precedente). Nel primo si narra che la Madonna aveva chiesto al Figlio di avvertirla della sua morte con tre giorni di anticipo. Così avvenne. Il secondo anno dopo l’Ascensione, Maria stava pregando quando le apparve l’angelo del Signore che, tenendo un ramo di palma nella mano, le disse: «Fra tre giorni ci sarà la tua assunzione». La Madonna convocò al capezzale alcuni discepoli del Signore annunciando la sua morte.

Venuta la domenica, all’ora terza il Cristo discese in una nube luminosa e, circondato da una legione di angeli, condusse in cielo l’anima della Madre. Mentre questo avveniva, tutta la terra tremò.

Non appena i gerosolimitani, invasi da Satana, seppero della morte di Maria, si lanciarono furiosamente contro gli apostoli per ucciderli e impadronirsi del corpo della Vergine. Ma un’improvvisa cecità impedì loro di attuare il tenebroso disegno: perso l’orientamento, sbandarono urtandosi a vicenda. Gli apostoli, approfittando della confusione, fuggirono trasportando il corpo della Madonna fino alla valle di Giosafat dove lo deposero in un sepolcro; in quell’istante, narra il Transito della beata Maria Vergine, «li avvolse una luce dal ciclo e, mentre cadevano a terra, il santo corpo fu assunto in cielo dagli angeli».

A Tivoli, in provincia di Roma, si ricorda l’incontro fra il Cristo e la Vergine con l’Inchinata. Alcuni araldi chiamano a raccolta gli abitanti che si dividono in due processioni: la prima accompagna la Santissima Maria delle Grazie, una effigie mariana del secolo XIII, l’altra invece segue il Santissimo Salvatore, un trittico a tempera, copia di un’opera del secolo XI. Quando i due cortei stanno per incrociarsi in piazza Trento, una serie di mortaretti scoppia annunciando l’incontro. Tra una nube di fumo Maria e Gesù vengono portati l’uno vicino all’altra; e i portatori inclinano per tre volte le effigi una verso l’altra in segno di rispetto. Durante questo rito la folla urla «Misericordia, Maria» a sottolineare il suo ruolo di mediatrice.

L’Inchinata è tipica di quella zona del Lazio, tant’è vero che si svolge, con qualche variante secondo i luoghi, anche a Capena, Arsoli, Agosta, Affile e Subiaco.

In una cerimonia singolare in onore dell’Assunta, diffusa nel Reatino e nella provincia dell’Aquila, si brucia la Pantasima o Pupazza che si è esibita poco prima in una danza. In alcuni paesi la si brucia anche in settembre od ottobre: forse quell’immagine è omologa alla Befana e alla Vecchia di Mezzaquaresima quasi a segnare la fine di un ciclo calendariale, testimoniato d’altronde dai proverbi, già citati, su agosto come «capo d’inverno» e sulle prime piogge intense che annunciano l’incipiente autunno.

ALFREDO CATTABIANI

 

Da “LUNARIO”, di Alfredo Cattabiani  –  Mondadori

Foto: Rete

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