Psicologia della scrittura – L’ANSIA DI NASCONDIMENTO

Gli occhielli, espressione simbolica dell’Io e delle idee prodotte dall’Io, rivelano ancora altri aspetti della personalità.

La parte superiore della scrittura risente dell’influsso dei rapporti sociali, caratterizzati dalle idee e dai giudizi correnti nell’ambiente in cui si vive. Si può essere aperti o timorosi nei confronti di tali giudizi; nel secondo caso, si avverte la necessità di nascondersi ansiosamente agli altri e l’apprensione viene espressa nella scrittura da alcuni segni che esamineremo e che non si devono considerare come negativi: se si riscontrano in percentuali basse (5-8%), rappresentano infatti difese verso l’ambiente. Nascondere non significa infatti mentire. Uno può avere segreti che, se conosciuti da altri, lo danneggiano fortemente; oppure conserva segreti non suoi per non danneggiare altri: medici, avvocati, psicologi, sacerdoti, dirigenti industriali o statali, diplomatici, ecc., hanno il dovere di mantenere i segreti professionali o d’ufficio e quindi è legittimo che essi li difendano dalla curiosità degli indiscreti o di chi li utilizzerebbe forse per scopi non del tutto «leciti».

I SEGNI GRAFICI

La scrittura arcuata (e la scrittura a festoni).

Il modello scolastico vuole che le lettere « m » e « n » vengano scritte ad archi. Ciò richiede l’uso di una maggior energia, benché in quantità minima, che si fa però sentire specie in chi deve scrivere molto, come capita agli studenti. Ne deriva che, con il tempo, queste due lettere si «deformano» diventando della stessa forma delle « u », cioè a festoni. La spinta a scrivere a festoni è molto forte; quindi ci deve essere una motivazione psicologica coattiva ansiosa che spinge la persona a tracciare gli archi: senz’altro una forma di timore verso l’ambiente sociale che la mette in stato d’ansia e la porta al tentativo di nascondersi mettendo uno schermo tra sé e l’ambiente stesso. Ecco allora il segno grafico scrittura arcuata, la cui intensità si calcola contando quante lettere su 100 presentano tale caratteristica rispetto a quelle a festoni (fig. 53).

 

 

  • La scrittura arcuata indica gelosia del proprio sentimento, tendenza all’azione coperta, sensibilità per atti occultanti e menzogne altrui.
  • La scrittura a festoni mostra un’azione scoperta e forti preferenze per la condotta leale.

La scrittura con occhielli a ruota.

Un altro aspetto dell’ansia di nascondersi si presenta qualora negli occhielli delle «a», «o», «g», «d», «q» esista una tendenza a tracciare prima la parte alta della lettera e poi il resto. Si tratta di una forma dinamica, che quindi anticipa l’azione: la persona è preoccupata di nascondere la propria idea prima di esprimerla compiutamente durante l’azione.

La fig. 54 mostra come si può manifestare questa caratteristica in varie lettere con occhiello a ruota

 

 

Per valutare l’intensità del segno si contano le lettere con occhiello che presentano un andamento a ruota e si stabilisce la percentuale sul totale.

  • La scrittura con occhielli a ruota indica un modo ingegnoso di esprimersi e quindi anche di nascondere i propri segreti.

La scrittura con occhielli doppi.

Esaminando una scrittura, talvolta si notano occhielli che presentano una doppia area formante due occhielli: l’uno esterno e l’altro interno, come si vede nella fig. 55.

L’area dell’occhiello secondario deve risultare al massimo 1/3 di quella del principale; se appare di dimensione maggiore (fig. 56), non possiamo dire che l’occhiello è doppio perché il fenomeno è dovuto a una forma dinamica di tracciamento e non all’intenzione inconscia di costruire due settori spazialmente distinti.

Per la misurazione, si calcola quanti sono, su 100, gli occhielli doppi.

  • La scrittura con occhielli doppi ha un significato che si ricava riflettendo sul simbolismo grafico: l’idea principale ne cela una secondaria, la quale non vuole essere manifestata. La persona ricorre perciò a espressioni che tendono a sviare l’attenzione usando abilmente parole a doppio senso; mentre nelle scritture arcuata e occhielli a ruota si nasconde tacendo, in questo caso esprime la verità con termini ambigui.

I ricci del nascondimento corti e i ricci del nascondimento lunghi.

La scrittura rivela, in quei tratti grafici non previsti dal modello calligrafico che chiamiamo ricci, altri modi di nascondere ciò che non si vuoi fare conoscere. Esistono parecchi tipi di ricci, che rappresentano sempre moti di passionalità seppur con significati diversi a seconda della posizione, della forma o della pressione. In particolare, uno di questi corre sotto il corpo delle lettere (generalmente delle «a», «e», «i») rientrando sotto il rigo verso sinistra, con inversione del movimento dinamico — corto (fig. 57)

oppure lungo (fig. 58) – verso il margine destro del foglio.

 

SANTE A. BIDOLI

Da “La psicologia della scrittura” – Longanesi

Foto: RETE

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